| Il Territorio della Calabria |
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Il mare della Calabria ed il suo territorio, custodiscono luoghi incantati e mitologici. A soli 15km dal villaggio NIRVANA, sulla costa tra Marinella di Cutro e Crotone emergono tracce evidenti delle civiltà del passato. Alcuni esempi sono la riserva marina di Capo Rizzuto ed il parco archeologico di Capo Colonna, oltre al borgo marinaro di Le Castella. Nei dintorni del villaggio vacanze in Calabria potrete ammirare la città di Catanzaro, i monti della Sila ed il mare di Crotone, Soverato e Tropea.
CALABRIA Web Video: BELCASTROCentro di origine greca della provincia di Catanzaro. Belcastro ha radici lontanissime, risalenti alla Magnagrecia come per molte città della Calabria. La città natale di S. Tommaso d’Aquino e Giuseppe Poerio. Questa sconosciuta ha dato molto all’Italia cristiano-cattolica e laica. Fu un feudo medievale e una sede vescovile. Si conserva, quindi, come un palcoscenico di monumenti storici, di varie epoche, che possono vantare ben pochi paesi della Calabria. Un tuffo nel passato impreziosito da perle, tutt’ora visibili. Come il mastio del castello dei Conti d’Aquino, il palazzo della famiglia Poerio od altre. Belcastro è ancora la città dell’olio sopraffino, che solo un paese collinare può regalare, dopo tanta fatica naturalmente. Si affaccia anche sul mare, un lembo di terra raggiunge lo Jonio, è Fieri, o “Condoleo”. Belcastro è un luogo ricco di storia, ricordo ed ospitalità. Si trova alle pendici della Sila Piccola, facilmente raggiungibile dalla statale 106. LE CASTELLA Borgo marinaro caratteristico per il suo castello nel mare di origini molto antiche. Durante il periodo aragonese,il vecchio castello era ormai in rovina. Intervenne così, verso il 1500, Federico d’Aragona che fece partire il progetto per la ricostruzione della massiccia torre cilindrica, che, nei primi decenni del sec. XVI, venne racchiusa nel castello attualmente visibile.L'origine di Castella si perde nel tempo cosi come è circondata dal mistero la presenza, attestata fino al '500, di due o tre isolette non lontane dalla terra ferma, in una delle quali, quella denominata Ogigia, si è detto vi avesse dimorato Calipso che avrebbe trattenuto per lungo tempo l'eroe dei mari Ulisse. Questa collocazione ha aperto una contesa non ancora del tutto placata, pur se storici, letterati e geografi concordano nel collocare l'isola incantata in quell'arcipelago, invero povero di componenti, prospiciente il tridente dei promontori Japigi formato da Capo Cimiti, Capo Rizzuto e Punta Castella. Per comprendere invece il significato del nome di “Le Castella”, usato al plurale, bisogna considerare che la tradizione popolare riferisce l'esistenza di vari castelli posti sulle isole prospicienti il litorale e sprofondate negli abissi marini. ISOLA DI CAPO RIZZUTOLa storia di Capo Colonna è legata alla storia di Crotone fin dalla sua fondazione avvenuta, ad opera degli Achei, attratti dal sito incantevole tra il 740 a.C e il 718 a.C. Sul promontorio Lacinio, luogo sacro, fu eretto il celeberrimo tempio di Hera Lacinia dea greca protettrice delle donne, dei pascoli e della fertilità databile intorno al VI secolo a.C. che, oltre ad essere santuario, viene ricordato nelle fonti anche come centro di ristoro e riposo per i naviganti, nonché come banca. La notorietà e la ricchezza del santuario sono raccontate nelle antiche letterature che descrivono un lussureggiante giardino nel quale pascolavano tranquilli i buoi sacri alla dea. Di quel tempio oggi rimane una sola colonna, che da' il nome al promontorio sul quale sorge. SILA PICCOLA Un centinaio di spettacolari cascate alte fino 100 m sono immerse in una cornice di vegetazione lussureggiante di tipo subtropicale, dove è possibile vivere l'esperienza unica di un bagno in acque limpide e incontaminate, alimentate da torrenti che scendono impetuosi attraverso le pendici montuose fino a raggiungere le acque del mare Jonio. La Cascata Campanaro è situata in una delle zone più incontaminate della regione, ma allo stesso tempo facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo. Sul sentiero che conduce alla cascata è possibile incontrare 3 sorgenti, un vullu (una caratteristica pozza d'acqua corrente) e un vecchio ponte, costruito da abilissime maestranze locali e distrutto in parte dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Il gran bosco d'Italia, descritto dai greci, dai romani e da tanti altri illustri viaggiatori, nel corso dei secoli ha fornito legname, felce profumatissima e riparo a tante civiltà euro-mediterranee. Le navi della flotta dei greci e dei romani, San Pietro a Roma, San Marco a Venezia, la Reggia di Caserta e tanti altri importantissimi monumenti furono costruiti in tutto o in parte con il legno dei generosi alberi della Hile greca, poi Selva Brutia romana ed odierna indomabile Sila. |
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