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Una vera alternativa alla politica corrotta. Nella mia vita, dopo il mitico Sandro Pertini, non avevo più sentito un uomo politico parlare in questo modo. Non credo sia semplice campagna elettorale come quella del PDL contro i corrotti, che per inciso prende spunto da una proposta del MoVimento 5 Stelle risalente a 2 anni fa e di cui le firme raccolte per un referendum sono state nascoste in un cassetto. Se ne sono accorti adesso che c'è un problema di legalità in Italia, proprio quei politici che hanno contribuito a creare questa situazione.
Se volete veramente cambiare questa situazione insostenibile e migliorare davvero il Paese, per le elezioni regionali VOTATE le Liste Civiche a 5 Stelle!

LANCIO D'AGENZIA 01 03 2010:
(DIRE) Bologna, 1 marzo - Stipendio da consigliere regionale? No grazie: Giovanni Favia, candidato in Regione con la lista Grillo, annuncia che se approderà sui banchi dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna non intascherà per intero il compenso che gli spetterebbe. "Non ci penso neanche", ha detto il 'grillino' questa mattina ai microfoni di Radio Città del Capo durante uno dei suoi affondi contro la 'casta' dei politici.
L'indennità economica riconosciuta ai consiglieri regionali "e' un privilegio della casta della politica, mentre io sono solo un semplice cittadino che vuole farsi portavoce di altri cittadini. Quindi, intendo rimettere la mia indennita' al servizio del movimento", spiega Favia. Per lui, se eletto consigliere regionale, chiederà solo "uno stipendio per vivere dignitosamente": circa 1.300 euro al mese, stima il candidato anche se a decidere saranno gli aderenti al movimento 'a 5 stelle' che lo sostiene nella corsa a viale Aldo Moro.
Favia è convinto che versando gran parte dello stipendio da consigliere in realtà "quei soldi tornano a cittadini perché vanno a un gruppo di persone che porta avanti politiche per il bene della comunità e che fa attività di controllo per la trasparenza della politica. Quei soldi vanno spesi per la comunità, non per arricchire qualcuno".
Favia promette anche che il suo primo atto da consigliere sarà una proposta di legge regionale "anti-casta" fondata su tre capisaldi: il divieto di cumulo di cariche nelle partecipate, un "tetto agli stipendi d'oro dei consiglieri regionali" e la scelta dei manager "per curricula e con concorsi pubblici, con libertà di autocandidatura per tutti i professionisti; così si può spezzare la 'casta' dell'Emilia-Romagna fatta di nomine decise da sindaci e partiti".
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