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In Calabria funziona così.
La chiamano 'ndrangheta, ma ormai il vero nome è politica. La 'ndrangheta era un potere forte sul territorio calabrese che gestiva gli affari interni alla regione, ora questo ruolo viene assolto da assessori, sindaci e presidenti di turno. "Bisogna far saltare il tappo dei collegamenti tra politica, economia ed affari; poi bisogna vedere se salta prima il tappo o chi lo vuole far saltare". Questa frase è il centro nevralgico di ogni discorso su politica e mafia, imprenditoria e corruzione; parole che in molti casi nell'Italia di oggi hanno lo stesso significato, forse al sud in maniera più evidente, ma al centro ed al nord Italia è solo più sofisticato.
Nei video riportati in questo articolo potete capire chiaramente di cosa sto parlando e chi è coinvolto in affari sporchi, situazioni che distruggono una regione fantastica come la Calabria.
Il dolore più grande per chi vi scrive, date le mie origini calabresi, è vedere un territorio ed una popolazione che lotta per sopravvivere a causa di un sistema che tutta l'Italia, dai tempi della sua unificazione, ha sempre sfruttato. Tutti ne parlano, ma nessuno fa niente.
Nelle nostra rubrica "Calabria News" ci siamo occupati diverse volte dei problemi della Calabria e non vediamo l'ora di poter dare qualche bella notizia, ma per farlo c'è bisogno dell'impegno di tutti.
Prima di ogni altra cosa, i cittadini devono iniziare a ragionare con la propria testa. Molti ragazzi calabresi iniziano a farlo ed a capire che un piccolo guadagno personale garantito da un sindaco diventa poi la distruzione di un intero comune, provincia e regione. La corruzione e l'interesse personale non portano più da nessuna parte. I cittadini ci guadagnano malattie, sottosviluppo e disservizio, mentre i politici campano e fanno campare gli industriali con i nostri soldi. Un esempio lampante sono le pale eoliche che sul territorio calabrese spuntano come funghi, ma rimangono immobili e non producono energia e ricchezza per la popolazione, ma questo merita un articolo dedicato. Un appello va fatto alle forze dell'ordine, che devono proteggere i cittadini, non i mafiosi, ma i cittadini intesi come persone oneste che pagano le tasse e quindi i loro stipendi. Oppure che diventino mafiosi loro e smettano di fare i conigli dietro la divisa.
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