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Terremoto in Abruzzo: Siamo tutti vicini ai nostri amici Stampa E-mail

Quando delle catastrofi naturali ti colpiscono, non ci sono molte parole per commentare. Quanto accaduto in questi giorni in Abruzzo è un evento naturale drammatico. Tutto il villaggio Nirvana vuole soltanto mandare un messaggio solidale e di conforto a tutta la popolazione colpita da questo disastro. Non si possono fare speculazioni politiche, i terremoti non sono colpa di nessuno, ma avvengono ed in qualche misura, come gli uragani e gli tsunami, si può solo cercare di prevederli. Per sapere dove vengono con più frequenza ci sono studi e mappe sismiche come quella che vi riportiamo. Potete anche trovare maggiori informazioni sul sito: emergenza.ingv.it . L'Italia è suddivisa in varie zone colorate che vanno da quella grigio-chiara, meno pericolosa, a quella blu scura che è la più pericolosa e che, come si può notare, si concentra nel cuore della Calabria e nella zona della Sicilia sud orientale. Questa lingua di fuoco rossa e viola che segnala le zone più pericolose dopo quelle blu, attraversa il Friuli, dove abbiamo avuto il devastante terremoto del 1976 con mille morti, e poi tocca quasi tutte le regioni italiane che nell’ultimo secolo sono state colpite dai terremoti. Diciamo che questa lingua si conclude sulla punta dello stivale e va a lambire anche ciò che un tempo era collegato e che oggi è separato dallo stretto di Messina, e cioè la provincia di Messina che infatti fu teatro, nel 1908, di un terremoto devastante.

Mappa di pericolosità sismica Italia

Sul terremoto c'è poco da dire, ma come ogni altra questione è inutile negare la realtà, che ci sono scoperte che possono risolvere i problemi. Inutile non ammettere che ci si è sbagliati e perseverare nell’errore, come è solito fare il nostro governo. Bisognerà accertare molto bene la questione che si ripropone ogni volta che si verifica un terremoto, cioè se davvero i terremoti non si possano prevedere o se, invece, i terremoti si possano prevedere. Perché su internet circolano le interviste di Giampaolo Giuliani, un ricercatore che lavora nei laboratori del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare quindi non parliamo di un fanatico o di un visionario. Stiamo parlando di uno scienziato e non il solito profeta del giorno dopo. Questo signore ha ricevuto un avviso di garanzia dopo essere stato denunciato dalla Protezione Civile per il reato di procurato allarme, per avere diffuso delle notizie che turbano la quiete pubblica e che non sono fondate, ma che invece dalle 3.30 del 6 Aprile si sono rivelate tragicamente fondate. Questo scienziato dice: “ma come facevo ad avvertire la gente, se l'ultima volta che ho parlato mi hanno denunciato?”. Nonostante questo lui si sente in colpa per non aver denunciato l’accaduto, invece gli irresponsabili della Protezione Civile si sentono in colpa per gli oltre 270 morti che hanno causato con il loro silenzio?

Risulta molto preoccupante il fatto che la Protezione Civile, in Italia, è sempre nelle mani di persone molto discutibili, adesso abbiamo come responsabile un signore molto trasversale, che va in giro sempre con la tuta, con la maglietta azzurra come se fosse un giocatore della Nazionale, uno che sembra molto attivo. Però è stato addirittura commissario straordinario in Campania per l'emergenza rifiuti ed è di nuovo stato nominato dal governo Berlusconi, commissario per l'emergenza rifiuti. Bertolaso, piace molto ai partiti e si presenta anche molto bene: evidentemente ha delle capacità o molto professionali e molto tecniche o molto mediatiche e molto politiche. Sta di fatto che lui e il suo staff in Campania sono tutti indagati per la mala gestione dello smaltimento dei rifiuti, per il riversamento nelle discariche di rifiuti che si sapeva benissimo non sarebbero potuti stare in discarica. Chi di voi va su internet trova i verbali dello staff Bertolaso, le intercettazioni telefoniche, che danno un'idea precisa, al di la che ci siano reati o meno – se ne occuperà la magistratura – della gestione delle emergenze che si fa in Italia: si prende un problema risolvibile, lo si lascia incancrenire fino a farlo diventare un'emergenza e su quell'emergenza qualcuno ci muore, qualcuno ci rimette la salute e qualcun altro ci guadagna. Le emergenze, in Italia, sono un business e i terremoti a maggior ragione. Bertolaso gestirà, speriamo un po' meglio di quello che ha fatto in Campania, l'emergenza del terremoto in Abruzzo. Voi prendete la mappa, che vi ho segnalato prima, di pericolosità sismica per il territorio nazionale e vi rendete conto che tra zone ad altissimo rischio, alto rischio e modico rischio si salva una porzione minuscola: l'Italia è un paese ad alto rischio sismico, infatti non è che i terremoti ci colgano di sorpresa, sarebbe come se in California o in Giappone fossero sorpresi per l'arrivo dei terremoti. Non si può essere sorpresi quando ci sono precedenti storici che sono uno stillicidio continuo di stragi. Anche su questo, internet si trovano molte cose.

Alcuni cenni storici sui terremoti che hanno colpito l’Italia nell’ultimo secolo: La Marsica e Avezzano 1904, Messina 1908, 1915 di nuovo la Marsica e Avezzano (30.000 morti anche se uniti a quelli della guerra). Nel 1919 il terremoto al Mugello, 1930 l'Irpinia, 1933 la Maiella, 1943 Marche e Abruzzo, 1958 l'Aquila, 1963 secondo terremoto in Irpinia, 1968 il Belice, 1976 il Friuli con mille morti e nel 1980 abbiamo nuovamente l'Irpinia, la provincia di Salerno e un pezzo della Basilicata. Come potete notare da questi dati, l’Italia è colpita da almeno un terremoto ogni 10 anni. Nulla di sorprendente, coi terremoti bisogna convivere, come direbbe il ministro Lunardi a proposito della mafia, soltanto che i terremoti magari potrebbero essere previsti se ha ragione questo ricercatore, ma sicuramente sono inevitabili.
Non si può pensare di costruire centrali nucleari su un territorio a elevato rischio sismico, non si può pensare di aumentare la cubatura di immobili che non hanno alcuna sicurezza di staticità, non si possono fare infrastrutture impossibili in zone completamente a rischio. Pensare di realizzare tutte queste cose senza alcun controllo, come intende fare il governo italiano è da criminali.

Rubare i soldi dei cittadini è il metodo che applichiamo in Italia per non prevenire, anzi per agevolare i disastri, anche quelli inevitabili. Ogni scandalo e disastro in Italia ha prodotto un caso di malaffare: si è rubato sul terremoto in Campania, 62.000 miliardi di lire in gran parte spariti nelle tasche dei politici campani e degli imprenditori del nord, oltre che della Camorra: processo, prescrizione dei reati, tra gli imputati salvati dalla prescrizione Pomicino, che stiamo rimandando in Europa nel Popolo della Libertà e il leader regionale dell'Udeur, credo si chiamasse Fantini. Si è rubato sulla ricostruzione in Valtellina, uno degli assessori che rubavano è ora uno dei principali collaboratori di Formigoni. Missione Arcobaleno: si è rubato anche sull'emergenza degli immigrati dall'Albania. La Protezione Civile, purtroppo, è spesso questa roba qua. Questo però è il primo disastro dell'era di Internet, è il primo grosso disastro che capita in Italia con Internet a illuminarlo. Io penso che su questo disastro sarà un po' più difficile speculare nelle proporzioni delle altre volte. Speriamo che nessuno speculi sulle vite delle persone che ci hanno tragicamente lasciato, ma se qualcuno dovesse farlo venga messo finalmente in galera e lapidato sulla pubblica piazza. Condannano gli sciacalli, ma chi si ruba i soldi degli aiuti è molto peggio.

Per chi volesse aiutare le persone colpite dal sisma in Abruzzo, il numero è il 48580. Potete inviare gli sms del valore di 1 euro da cellulare o 2 euro da telefono fisso.

Contributo alla Protezione Civile:
Le associazioni di volontariato o i singoli volontari che vogliono dare un contributo possono contattare il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara, telefonando allo 0852057631.

Offrire un alloggio:
E’ necessario contattare la Protezione Civile al numero verde 800.860.146 oppure scrivere alla seguente mail: ufficiovre@protezionecivile. it

Sul sito dell’Unione degli Universitari è possibile offrire la disponibilità di posti letto. «In queste ore drammatiche che stanno vedendo salire il numero di vittime nella provincia de L’Aquila - si legge in un comunicato - l’Unione degli Universitari nel ricevere numerose telefonate di studenti di tutta Italia che offrono la propria disponibilità per fornire un aiuto, chiede la disponibilità di posti letto». Per informazioni, in ogni caso, si può telefonare allo 0643411763.

 
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