VILLAGGI TURISTICI: Villaggio Calabria, Vacanze Mare Italia!

150° Unitŕ d'Italia
150 anni Italia
  Regali
Regali 2012
  facebook
Facebook
twitter
Twitter
youtube
YouTube
flickr
Flickr
google
Google
  KITESURF
KITESURF
SCUOLA VELA
VELA
LAVORO
LAVORO
Wi-Fi
INTERNET
Tu sei qui:Home arrow Nirvana News arrow Scomoda veritĂ : il ritorno al carbone allontana l'Italia da Kyoto
Share/Bookmark
Scomoda veritĂ : il ritorno al carbone allontana l'Italia da Kyoto Stampa E-mail

In questo rapporto del 14 Dicembre 2006, Greenpeace presenta alcune riflessioni sulle politiche per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra in Italia, strette nella contraddizione degli obiettivi di Kyoto e dell'espansione del consumo di carbone. Vogliamo riproporre questa notizia per evidenziare come la nostra politica continui a perseguire degli interessi personali di pochi a scapito del bene comune, dell'ambiente e del paese, il tutto con i soldi dei cittadini contribuenti danneggiando la nostra salute e compromettendo le capacità di sviluppo del nostro amato paese. Quando inizieremo a capire che questi criminali non hanno più nessun rapporto con le persone, ma solo un interesse economico proprio? Nello specifico si affrontano poi le prospettive di crescita delle emissioni di CO2 da carbone, a partire dai progetti di sviluppo e conversione – già in fase di attuazione o ancora solo ipotetici – che intendono rilanciare il carbone a scala nazionale. Completa il quadro una appendice con gli impegni fissati dal Governo e del Parlamento in tema di politica energetica.

L'Italia è inadempiente rispetto agli impegni di riduzione delle emissioni di gas serra e le azioni in corso sono totalmente insufficienti a rispettare l'impegno assunto. L'unico strumento comunitario per intervenire sulle emissioni dei grandi impianti industriali è la Direttiva sull'Emission Trading (2003/87/CE). L'Italia sta forzando l'applicazione di questa Direttiva per far spazio al carbone, la fonte più sporca e con le maggiori emissioni specifiche di gas a effetto serra. L'applicazione della Direttiva in Italia tende a salvaguardare il carbone, vanificando il senso della norma, che vorrebbe invece introdurre un meccanismo di mercato per premiare le soluzioni più pulite ed efficienti. A questa situazione si aggiunge il forte ritardo accumulato nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo per le fonti rinnovabili, definiti dalla Direttiva europea 2001/77/CE. Notate qualche cambiamento dal 2006 ad oggi? Vi sembra possibile che l'unica soluzione siano le centrali nucleari? Vorrei farvi notare che una centrale nucleare ha un tempo di realizzazione di oltre 10 anni e con i tempi di costruzione italiani anche di più, quindi non sarebbero pronte nemmeno nel 2020. Senza considerare che le altre nazioni che usano questi impianti da più di 20 anni non hanno ancora trovato un posto in cui mettere in sicurezza le SCORIE NUCLEARI dopo il loro utilizzo. Perché non esiste!

Questo sistema di fare politica è vecchio, come chi ci governa, vogliono continuare a tenere sotto controllo le fonti di energia, di benessere e di cultura. Noi crediamo nella condivisione e che il benessere del mondo e delle persone deve sempre essere l'obiettivo principale. Non sarebbe meglio fare delle piccole centrali dislocate sul territorio che producano energia dall'eolico, dal solare e dal geotermico, piuttosto che una grossa centrale nucleare? Ma questo farebbe perdere ai politicanti ed economisti il controllo della ricchezza. Un governo rispettabile dovrebbe incentivare la produzione di energie alternative e gestirla equamente (si sono persi di vista i valori reali delle cose: non servono soldi, serve la luce - non serve l'oro, c'è bisogno di cibo). Invece se vuoi fare un'impianto fotovoltaico in Italia devi indebitarti tu con la banca, paghi tutto tu e almeno ricevi i contributi del conto energia dell'unione europea, mentre il nostro governo che fa? Usa il CIP6 (una percentuale della nostra bolletta energetica) per finanziare inceneritori! SVEGLIA ITALIANI!!

Se tutti i progetti in corso e le ipotesi di espansione del carbone venissero realizzate avremmo un aumento di oltre 40 MtCO2: un sostanziale raddoppio delle emissioni da carbone. Di quest'aumento potenziale l'80 per cento circa sarebbe attribuibile a ENEL, a cui già oggi è imputabile il 70 per cento delle emissioni relative a questa fonte per il settore termoelettrico. Il contributo del carbone copre attualmente circa il 17 per cento della produzione elettrica nazionale. Se questa quota salirà, le emissioni di gas serra cresceranno ulteriormente. Solo con i progetti di Civitavecchia e Porto Tolle il contributo del carbone salirà al 24 per cento circa.

Greenpeace chiede al Governo italiano di bloccare tutti i progetti di centrali a carbone – Civitavecchia e Porto Tolle in primis – e presentare un quadro coerente di politiche e misure sufficienti a riportare il Paese in linea con il Protocollo di Kyoto; di impegnarsi a definire obiettivi vincolanti sia per la produzione di elettricità da fonte rinnovabile, che per gli usi termici; di recepire e attuare il Piano d'Azione europeo con il 20 per cento di efficienza negli usi finali entro il 2020, di cui metà da raggiungere entro il periodo previsto per il Protocollo di Kyoto (2012); di sostenere in sede europea e internazionale l'impegno di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra a livello mondiale del 30 per cento entro il 2020 e del 50 per cento al 2050.

Greenpeace chiede invece all'Enel di rinunciare ai progetti di riconversione a carbone di Civitavecchia e Porto Tolle; di intervenire sugli impianti esistenti a carbone per aumentarne l'efficienza e ridurne le emissioni di gas a effetto serra; di orientare i propri investimenti sulle fonti rinnovabili e su misure di efficienza energetica.

Download PDF

 
< Prec.   Pros. >

UNA FAMIGLIA PER LE TUE VACANZE SUL MARE IN CALABRIA

Siamo una famiglia onesta e sincera, vi proponiamo solo il meglio per le vostre vacanze. Il nostro sito dice solo la verità. Ti daremo tutta la qualità promessa per il vostro soggiorno, perché tutte le immagini e le descrizioni sono autentiche. Crediamo che la trasparenza sia un valore imprescindibile nel rapporto con l'ospite. 0% equivoci.
Vi ringraziamo per aver visitato il nostro sito e speriamo di potervi accogliere presto in Calabria per farvi trascorrere indimenticabili vacanze sul mare.